Samovar, origine e storia

Eccoci ad un nuovo articolo dedicato alla cultura russa. Oggi andremo a parlare di Samovar, uno dei simboli della cultura russa.

Dunque bando alle ciance e cominciamo dall’etimologia:

Il significato della parola самовар racchiude in sè la funzione che svolge questo oggetto, ovvero сам варит (che si riscalda da sè). Dunque attenzione perchè il samovar non è una teiera, bensì viene usato per portare ad ebollizione l’acqua che verrà usata per preparare il tè e dunque, da questo punto di vista, potremmo considerarlo un precursore dell’odierno bollitore.

Come funziona un samovar?

Solitamente questo oggetto appare come un’urna divisa in due parti. La parte superiore svolge la funzione di appoggio per la teiera per mantenerla calda, mentre la parte inferiore contiene l’acqua che verrà usata per diluire il tè e viene erogata tramite un apposito rubinetto posto in basso. All’interno è presente un tubo verticale che attraversa sia la parte inferiore che quella superiore e che viene riempito con diversi tipi di combustibile, come ad esempio la carbonella. Una volta bruciato il combustibile, l’acqua presente all’internò verrà riscaldata e rimarrà tale a lungo.

Samovar

Ora passiamo alla storia. Nonostante sia un elemento caratteristico del popolo russo, il samovar in realtà ha un’origine ben diversa. Alcune fonti storiche  dimostrano che questo oggetto è apparso inizialmente in Cina e successivamente si è diffuso in Giappone e nell’odierno Iran. Il primo samovar ritrovato dagli archeologi risale a ben 3600 anni fa ed è stato ritrovato in un’area rurale in Azerbaijan.

Secondo una leggenda, sarebbe stato Pietro il Grande ad introdurre il samovar in Russia, ma secondo alcuni documenti sarebbe apparso nel territorio russo mezzo secolo dopo la sua morte, dunque poco prima del 1800. Secondo quanto viene riportato, un certo Demidov, originario della città di Tula e proprietario di un’attività industriale, si era recato presso i monti Urali e con i fabbri del posto aveva dato inizio alla costruzione del primo manufatto in grado di generare calore. Successivamente questo manufatto venne trovato tra le proprietà di Demidov. Alcuni anni dopo comparve una vera e propria fabbrica di samovar presso il villaggio di Suksun, a un centinaio di chilometri a sud di Perm’. I manufatti prodotti qui avevano una caratteristica forma ad anfora.

Samovar

77 anni dopo le prime produzioni di Demidov, i fratelli Lisitsyny diedero via a Tula alla prima produzione in serie e perciò questa città viene considerata ancora oggi la patria dei samovar russi. Successivamente altri fabbricanti seguirono l’esempio dei fratelli Lisitsyny.

Dopo la Rivoluzione, le fabbriche private vennero chiuse e solo nel 1919 si diede vita ad un’unione statale delle fabbriche di samovar e 3 anni più tardi venne dato alla luce il primo modello “sovietico”. Tuttavia non venne raggiunto lo stesso successo, in termine di vendite, del periodo pre-rivoluzione. Una decina di anni dopo, a seguito della suddivisione della produzione nacque una nuova fabbrica, sempre a Tula, denominata “Штамп”. Nel periodo del secondo dopoguerra è rimasta l’unica in tutto il paese a portare avanti la produzione. Dal 1959 tra i suoi modelli sono cominciati ad apparire anche quelli elettrici e dal 1964 in poi i vecchi modelli che usavano il combustibile per generare calore iniziarono ad andare fuori produzione a causa della comparsa e della diffusione degli allora nuovi fornelli da cucina.

Samovar elettrico

Ancora oggi c’è tanto interesse nei confronti di questo oggetto, soprattutto per il suo valore simbolico dato che è considerato uno degli elementi caratteristici della cultura russa.

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Comments (1)

Il Samovar va utilizzato all'aperto o rischiate di affumicare tutta la casa o di metterle fuoco. Dato che è stato usato in tutto l'anello del Mar Nero e oltre mi fa pensare che sia nato come strumento di popolazioni nomadi che, per ridurre la quantità di pentolame, inventarono questa sintesi tecnica che racchiudeva fornello e marmitta. E' poi diventato un elemento di arredo più tardi quando è entrato nelle case dove la sua imponenza, fattezza e possesso testimoniava anche la ricchezza della famiglia perché veniva posto in bella mostra quando non era in uso. Va completato con il vassoio che raccoglie eventuali tizzoni e cenere e un corredo di bicchieri di vetro posti in contenitori di metallo in varie decorazioni e dalla teiera posta in cima alla corona. Il the va fatto nella teiera molto concentrato, a volte in più teiere se le erbe sono tante. Si usa un po' di the che poi si allunga a piacimento con l'acqua calda dal rubinetto del samovar. Quindi, il samovar non è una teiera.

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